DIALOGO TRA INTESTINO E CERVELLO

 

Negli ultimi anni, continuando a studiare i meccanismi con cui funziona il nostro corpo, si è arrivati a capire che il ruolo dell’intestino nell'organismo umano è molto più importante di quanto inizialmente si pensava. Ecco allora che si sente sempre più spesso parlare di questo organo come di un secondo cervello.

L’intestino, il labirinto della mente

Una delle prime immagini che ci viene alla mente guardando le circonvoluzioni intestinali è l’immagine del labirinto: luogo buio, tortuoso, fatto di meandri che sfuggono alla coscienza, dove il disordine, però, è quasi sempre solo apparente. L’intestino, spazio ben delimitato nel corpo, ma che per la sua forma lo rende un luogo legato allo smarrimento, al disorientamento, dove nulla è semplice e lineare, proprio come lo possono essere i nostri pensieri. E così entrambi gli organi producono del materiale che dopo essere stato elaborato, in parte sarà assorbito e diventerà nutrimento ed in parte dovrà essere eliminato. Solo una parte dei nostri pensieri arriva alla coscienza e solo una parte dei nostri pensieri viene eliminata, così come solo una parte del cibo ingerito, e quindi “scelto” diviene nutrimento e passa nel sangue, il resto viene trasformato in feci per essere espulso. Paracelso ci racconta che “ciò che è in alto è come ciò che è in basso” e l’analogia alto-basso collega le parti basse del corpo, gli inferi, alle parti alte: il cervello, il cielo, che sono luoghi di emanazione dello spirito. Ed ecco che cade a pennello il paragone tra i nostri due organi.

Le scelte viscerali

In alto è coscienza, in basso è istinto, il alto è spirito, in basso è sostanza. Quante volte, in effetti, abbiamo sentito dire o abbiamo detto noi stessi: “ho agito di pancia”, “ho reagito di pancia” per dire che abbiamo agito o reagito d’istinto, saltando il pensiero e seguendo il nostro “basso” . “Ragionare di pancia” significa scegliere “visceralmente” seguendo un istinto arcaico. Il cervello assimila le impressioni sul piano non materiale, l’intestino assimila le impressioni sul piano materiale ed ecco che in entrambi gli organi avviene l’analisi, la scissione e l’epurazione.

Ma l’intestino è anche quel luogo dove gli istinti vengono nascosti ed i pensieri che non ci piacciono o ci fanno male trovano un labirinto in cui dileguarsi. L’intestino diventa così il “rappresentante” dei nostri contenuti psichici “sporchi”, inaccettabili per la coscienza-cervello. Le problematiche legate all'intestino indicano perciò la nostra tendenza a rimuovere ciò che ci sembra scomodo, sia che si tratti di pensieri che di pulsioni. Il disturbo intestinale trova il suo corrispettivo nel cervello che tenta di eliminare pensieri, idee, fantasie, emozioni, … che ritiene non adeguate o inaccettabili per la coscienza.

Il cervello si avvale dell'intestino quale alleato prezioso per svolgere le sue funzioni ed è molto importante capire che il benessere intestinale (così come quello mentale) si ripercuote anche sul resto del corpo. Viceversa un intestino in disordine può provocare problematiche anche a distanza.

Tra l’altro, che tra cervello e intestino ci sia una stretta correlazione, lo lascia pensare anche il fatto che questi due organi si somigliano molto in quanto a forma. A fare da ponte tra i due c’è il nervo vago utile in particolare a trasportare le informazioni dall’intestino al cervello.

Anche il “secondo cervello” è dotato di un sistema nervoso (enterico):

nell’intestino troviamo una rete nervosa di oltre cento milioni di neuroni che gestiscono le attività enteriche e che si collegano al cervello attraverso il sistema nervoso vegetativo. Il primo cervello può alterare il normale funzionamento del secondo, interferire con i suoi ritmi e, per questa via, disturbare la peristalsi, la produzione di acidi, di ormoni e di citochine, digestione, secrezioni e ph.

Ma è vero anche il contrario: le connessioni che dal cervello enterico vanno al a quello centrale sono più numerose di quelle che fanno il viaggio inverso. Questo significa che disordini intestinali possono produrre i loro effetti sul cervello centrale.

Sappiamo infatti (tutti l’abbiamo sperimentato almeno una volta) quanto l’emotività possa ripercuotersi sul sistema gastro-intestinale, ad esempio nei casi di colite. E questo sarebbe sempre da ricondurre allo stretto collegamento esistente tra cervello e intestino, ma si ipotizza anche il contrario ovvero che problematiche intestinali possano portare a sviluppare alcune forme di ansia o depressione.

Un ruolo importantissimo viene svolto dalla SEROTONINA, una molecola conosciuta per il suo legame con la depressione. Si sa che una sua carenza può comportare depressione, tant’è che i farmaci antidepressivi moderni funzionano perché ne aumentano la sua disponibilità.
Meno noto è il fatto che il 95% della serotonina viene prodotto dall’intestino.
A cosa serve la serotonina nella pancia? A iniziare il riflesso peristaltico, a mantenere il tono vascolare, insomma a regolare i movimenti e l’attività digestiva. Allo stesso tempo, funge da segnale al cervello: segnali positivi come la sazietà e negativi come la nausea.

La mucosa intestinale è poi dotata di un vero e proprio sistema immunitario che, se funziona correttamente perché in salute, è in grado di difenderci dagli agenti esterni e avvisare anche il resto del corpo che esiste un pericolo da fronteggiare così da poter mettere in moto tutte le difese necessarie.

Particolarmente utile a questo scopo è anche la flora batterica (microbiota), si tratta di microrganismi di diverse specie che devono essere in giusto equilibrio e proporzioni fra di loro per garantire benessere al nostro corpo, in caso contrario prendono il sopravvento batteri e lieviti “cattivi” che fanno comparire tutta una serie di patologie e disturbi al tratto gastrointestinale e non solo.

Negli ultimi anni le ricerche scientifiche hanno capito che il ruolo del microbiota intestinale è di fondamentale importanza per la nostra salute perché si occupa di diverse cose: regola la digestione dei cibi e l’assorbimento dei nutrienti fondamentali, difende dagli agenti patogeniproduce ormoni ed è costantemente in contatto con il sistema nervoso centrale.

I disturbi del nostro secondo cervello

Ed ecco le varie problematiche che ci possono affliggere: colite, stipsi, dissenteria, colon irritabile, crampi, aerofagia, flatulenza, insomma, tutti i vari disturbi intestinali

COME PRENDERSI CURA DEL NOSTRO INTESTINO

Capita quindi la fondamentale importanza dell’intestino ecco come prendersene cura:

1) ALIMENTAZIONE

La prima regola fondamentale è seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che varia con il variare delle stagioni e che è ricca di fibre e alimenti prebiotici (ovvero quelli di cui si alimentano i batteri buoni del nostro intestino). Queste sostanze per noi indigeribili permettono il regolare transito intestinale e vanno consumate ogni giorno attraverso frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Da limitare invece al massimo gli zuccheri raffinati e il sale.

2) ACQUA

Anche idratarsi bene è fondamentale per il benessere dell’intestino e non solo. Dimenticando di bere rendiamo molto più difficile la situazione all’interno di questo organo e di conseguenza andare in bagno sarà sempre più difficoltoso fino a far comparire la stipsi.

3) ATTIVITA’ FISICA

L’attività fisica fa bene a tutto il nostro corpo, intestino compreso, sia a livello fisico, dato che migliora la circolazione, il metabolismo e stimola la regolare motilità intestinale, sia a livello mentale dato che permette di scaricare le tensioni e lo stress accumulato.

4) RILASSAMENTO

Dato che l’intestino, collegato al cervello, è un luogo dove è molto facile avvertire problemi e tensioni a causa di emozioni e stress, niente di meglio che prendersene cura riposando a sufficienza e magari utilizzando, se si conoscono, tecniche di rilassamento come possono essere la respirazione profonda o lo yoga.

5) INTERVENIRE CON LA RIFLESSOLOGIA FACCIALE

Un grande aiuto può arrivare dalla RIFLESSOLOGIA FACCIALE (o DIEN CHAN) poiché essendo una tecnica terapeutica olistica,  avvia un riequilibrio generale, quindi oltre ad  agire sul piano fisico, lavorando sulle diverse disarmonie legate all’intestino, si agisce anche sul piano emozionale e spirituale.

E’  inoltre di facile accessibilità, (il viso è sempre a portata di mano) E IL RIFLESSOLOGO vi indicherà, finita la seduta, come poter continuare in autonomia il lavoro necessario.

Ecco, per esempio, in caso di STIPSI un semplice massaggio che dà eccellenti risultati:

in corrispondenza della bocca  con due dita della mano destra, (l’indice e il medio, il pollice si appoggia sul mento) seguite il contorno della bocca, massaggiate partendo da destra verso sinistra (come indicato nell'immagine) poi arrivati al centro del mento “scacciate” le dita con un gesto secco verso il basso. Ripetete questa manovra la mattina una cinquantina di volte di seguito, o durante la giornata in caso di necessità.